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ENNESIMA AGGRESSIONE AL PUBBLICO IMPIEGO
UN MOTIVO IN PIU' PER SCIOPERARE 

 

Nelle undici pagine scritte a Bruxelles, dopo l’ultimatum dell’Unione Europea all’Italia, il Premier  pone  i lavoratori del Pubblico Impiego ancora una volta al centro del mirino. L’ultima farneticazione del Governo:  mobilità obbligatoria del personale con meccanismi cogenti/sanzionatori, messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale, superamento delle dotazioni organiche. Questi sarebbero gli strumenti che il premier intenderebbe utilizzare affinché la Pubblica Amministrazione svolga “una funzione di  servizio  allo sviluppo e non di zavorra burocratica”.

Ora basta, la UIL Pubblica Amministrazione condanna duramente l’ennesimo, pesante attacco  al Pubblico Impiego.  Il vaso, già colmo, non può che traboccare. Domani 28 ottobre scenderemo in piazza con una grande mobilitazione a sostegno della vertenza per il Pubblico Impiego e avremo un motivo in più per gridare a tutto il  Paese il nostro disdegno, siamo pronti ad azioni di dura lotta contro una politica di Governo divenuta ormai  insostenibile.

La UIL Pubblica Amministrazione ribadisce la necessità di una vera riqualificazione della Pubblica Amministrazione  attraverso una riduzione dei costi della politica  e della burocrazia.

Condividiamo  una sola  delle  affermazioni contenute nella lettera a Bruxelles: “la pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita”. Non condividiamo, invece, gli strumenti indicati dal Premier, con il sicuro contributo del Ministro “fustigatore dei fannulloni”,  per rendere P.A. realmente efficiente nello svolgimento degli interessi della collettività.

Ancora una volta il Governo vuole utilizzare il  bancomat Pubblico Impiego per aumentare la propria credibilità  al cospetto dell’Europa. Noi non ci stiamo.

Si chiedono ulteriori sacrifici ai dipendenti pubblici, vengono previste ulteriori misure punitive come la mobilità obbligatoria attraverso meccanismi cogenti/sanzionatori e la riduzione delle retribuzioni e del personale. Ma, nel contempo,  un decreto firmato da Brunetta prevede l’assunzione in pianta stabile di n. 33 persone, 12 dei quali dirigenti, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, esclusa dai tagli previsti dall’ultima manovra e dal divieto di assumere. Con un esercito “stimato” di 4.600 dipendenti,  la Presidenza sente il bisogno di assumere ulteriori 33 persone ….  Nello scenario della “trasparenza”, introdotto dalla riforma Brunetta, non si hanno dati  certi  sul personale comandato e sull’entità di collaboratori presso gli Uffici della   Presidenza nonché presso gli Uffici di diretta collaborazione dei Ministri, anche di quelli “senza portafoglio”. E dire che è lo stesso Brunetta a dichiarare alla stampa che entro il 2013 la pubblica amministrazione perderà 300 mila posti di lavoro “e forse anche di più”.

Domani saremo in piazza per spiegare ai cittadini  che i notevoli disservizi che si riscontrano nella Pubblica Amministrazione dipendono esclusivamente da misure inique, insensate, dalla necessità di “fare cassa” tagliando posti di lavoro, bloccando assunzioni, retribuzioni e rinnovi contrattuali. Il popolo dei pubblici dipendenti si assottiglia sempre di più a fronte di carichi di lavoro sempre maggiori,  subisce frustrazioni in termini di professionalità e riduzione delle retribuzioni  che sicuramente non  giovano all’esercizio di quella “perfomance”, soggetta a valutazione costante ma in cambio di cosa?

Un motivo in più per scioperare, per urlare tutta la nostra rabbia, consapevoli che la giornata del 28 ottobre è solo la punta dell’iceberg, cui seguiranno imponenti azioni di lotta e  mobilitazione.

Hai ancora dei dubbi?